Superato l'agglomerato di Selvapiana, in corrispondenza di Cermeledo, è possibile visitare il Torchio di Cerido. In un rustico in frazione Cerido (comune di Morbegno) è stato restaurato un torchio vinario con annesso frantoio oleario risalenti al sec.XVII, uno tra i più antichi ed ingegnosi d'Italia. Il Comune di Morbegno, grazie al lavoro attento e certosino del Cav. Giacomo Perego, ha saputo recuperare un pezzo della nostra storia, "el torch de Scerii", donato al Comune di Morbegno da Armando Alberti e dai fratelli Margnelli.
 
     
 
 
 
(Il frantoio oleario)
 
     
 
 
 
(attrezzi per le attività agricole)
 
     
 
La torchiatura allora, dato il carattere di consortilità del torchio, diventava un forte momento di aggregazione e, oltre che un periodo di collettivo lavoro, costituiva anche un autentico momento di festa in cui, per tutta la durata delle operazioni, le famiglie si riunivano nel grande locale del torchio, mangiando e bevendo tutti assieme. Le vinacce rimaste dopo la torchiatura venivano utilizzate per distillarne la grappa. Ecco un esempio di ingegneria rurale per quel prodotto prezioso per la nostra valle che è il vino, che da sempre ha caratterizzato la nostra economia. La costiera dei Cech, pur non rientrando nelle zone DOC dei rossi di Valtellina, ha un ricco passato di vinicoltura, e lo testimoniano proprio questi torchi, che pur non essendo più in funzione sono tutt'altro che scomparsi.
 
 
 
 
LA TORCHIATURA
 
     
 
 
     
 
COME RAGGIUNGERE IL TORCHIO DI CERIDO
 
     
 
COME RAGGIUNGERE IL TORCHIO: Da Morbegno immettersi sulla strada per la Costiera dei Cech in direzione di Dazio. Dopo la località Selvapiana, si troverà la deviazione per Cerido, in cui sarà già segnalato il torchio; una volta raggiunto l'agglomerato di Cerido, il torchio è a pochi passi.
 
     
 
 
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